Ma vi rendete conto. Vi rendete conto di cosa è successo a Cividale del Friuli?
Hanno imbrattato il monumento a Norma Cossetto. Norma. Una ragazza di 23 anni, studentessa istriana di Santa Domenica di Visinada, che nell’autunno del 1943 – mentre l’Italia si sbriciolava tra tedeschi, alleati e tradimenti – fu presa, seviziata, violentata dai partigiani comunisti titini. E poi gettata in una foiba. Così. Come un sacco di immondizia.
E adesso, adesso nel 2026, qualcuno – qualche essere spregevole – ha pensato bene di imbrattare il suo monumento, come di riferisce Il Gazzettino. Vernice rossa e nera, già questo basterebbe. Ma no. No, questi hanno lanciato anche un cuore di maiale, pare – grondante sangue contro la stele. Un cuore. Sangue. Contro il ricordo di una donna martirizzata.
Mi chiedo che razza di esseri umani possano compiere un gesto del genere. Il monumento stava lì, a Largo Martiri delle Foibe sul Belvedere del Natisone. Era stato inaugurato solo un anno fa davanti alla sede del Distretto di Polizia Locale. E già l’hanno colpito. Quel cuore grondante a ricordare… cosa? Il loro odio? La loro ignoranza?
Almeno hanno ripulito subito. Comune, Protezione Civile, volontari Ufficiali in congedo, l’assessore Cantarutti. Gente per bene che si è rimboccata le maniche mentre questi vigliacchi – perché di vigliacchi si tratta – stavano da qualche parte a sogghignare.
C’è una telecamera, però. Una telecamera a pochi metri che ha ripreso un uomo incappucciato. Incappucciato, ovvio. Che armeggiava lì nella notte tra il 10 e l’11 febbraio. Stanno incrociando le immagini con altri sistemi di videosorveglianza. E io spero che lo trovino, che lo identifichino, che questo codardo venga fuori dal suo cappuccio.
Le reazioni politiche? Tutte indignate, tutti scandalizzati. E ci mancherebbe altro. Roberto Novelli di Forza Italia: “Infame e immondo chi ha lanciato un cuore grondante sangue”. E ha ragione, cazzo. “Il vero maiale è chi ha commesso il gesto, non l’animale a cui è stato strappato l’organo”. Esatto.
Paola Frassinetti, sottosegretario all’istruzione, c’era all’inaugurazione un anno fa. Adesso parla di “gesti vili e vergognosi”. Vili, sì. Vergognosi, sì. Intollerabili.
Anche il PD regionale – e questo è importante, perché guardate che qui non si tratta di destra o sinistra, qui si tratta di CIVILTA’ – ha definito il gesto “ignobile e spregevole”. Segnali pericolosi per il clima civile e democratico, dicono. E hanno ragione. Perché quando si arriva a questo punto, quando si profana la memoria dei morti ammazzati, che civiltà abbiamo?
Alessandro Giuli, ministro della Cultura, parla di “ennesimo inverecondo sfregio all’Italia”. Ennesimo. Perché non è la prima volta, vero? Non è la prima volta che qualcuno cerca di cancellare, di sporcare, di negare quello che è successo al confine orientale.
Norma Cossetto è Medaglia d’Oro al merito civile. Non era un simbolo politico, era una PERSONA. Una ragazza italiana che ha subito orrori indicibili. Le foibe non sono un’opinione. Sono storia. Sono carne dilaniata, ossa spezzate, urla nel buio dei pozzi carsici.
E questi… questi che si mascherano la faccia e imbrattano i monumenti nella notte, credono cosa? Di riscrivere la storia? Di cancellarla? Di renderla meno vera?
Noi italiani abbiamo il dovere, diciamo pure l’OBBLIGO morale, di ricordare. Ricordare Norma. Ricordare le migliaia di italiani dell’Istria, di Fiume, della Dalmazia che furono massacrati, infoibati, costretti all’esodo. Ricordare non per odio, non per rivincita. Ma per dignità.
Perché senza memoria siamo niente. Siamo solo bestie che ripetono sempre gli stessi errori, gli stessi orrori.
E quindi sì, spero che trovino quel vigliacco incappucciato. Spero che paghi. Spero che impari, anche se dubito fortemente che una mente capace di un gesto così possa imparare alcunché, che la storia non si cancella con la vernice. Non si nega con un cuore di maiale.
La memoria resta. Norma Cossetto resta.
E noi non dimenticheremo.
Mai.
