L’8 gennaio 1918 Woodrow Wilson presenta al Congresso degli Stati Uniti d’America i suoi famosi “14 Punti di Wilson”. La storiografia mainstream li dipinge come le tavole della legge della democrazia moderna. Noi, che siamo abituati a guardare la storia in faccia senza il velo del politicamente corretto, li leggiamo per quello che sono stati: un tentativo americano di ridisegnare il mondo, smantellando i vecchi imperi europei lasciando intatti gli interessi anglosassoni.
Ecco i 14 punti spiegati uno per uno, con la nostra nota a margine su cosa significavano davvero.
IL BLOCCO DEI PRINCIPI GENERALI (L’Utopia)
1. Pubblici trattati di pace, stabiliti pubblicamente e dopo i quali non vi siano più intese internazionali particolari di alcun genere, ma solo una diplomazia che proceda sempre francamente e in piena pubblicità.
L’Analisi: La fine della diplomazia segreta. Bellissimo sulla carta. Peccato che Francia e Inghilterra avessero già in tasca l’accordo Sykes-Picot per spartirsi il Medio Oriente in segreto. Una regola che valeva solo per i perdenti.
2. Assoluta libertà di navigazione per mare, fuori delle acque territoriali, così in pace come in guerra, eccetto i casi nei quali i mari saranno chiusi in tutto o in parte da un’azione internazionale, diretta ad imporre l’esecuzione di patti internazionali.
L’Analisi: Il pilastro del commercio Occidentale, La possibilità di navigare liberamente è ciò che garantisce prosperità e crescita. Infatti è ciò che oggigiorno difendiamo dalla minaccia terroristica degli Houthi.
3. Soppressione, per quanto è possibile, di tutte le barriere economiche ed eguaglianza di trattamento in materia commerciale per tutte le nazioni che consentano alla pace, e si associno per mantenerla.
L’Analisi: Inno al Libero Mercato, il commercio genera ricchezza.
4. Scambio di efficaci garanzie che gli armamenti dei singoli stati saranno ridotti al minimo compatibile con la sicurezza interna.
L’Analisi: Il disarmo. L’eterna illusione che basti gettare il fucile per avere la pace. La storia dimostrerà, 20 anni dopo, che si prepara la pace solo preparando la guerra (Si vis pacem, para bellum). Ci si difende con la deterrenza non con le buone intenzioni.
5. Regolamento liberamente dibattuto con spirito largo e assolutamente imparziale di tutte le rivendicazioni coloniali, fondato sulla stretta osservanza del principio che, nel risolvere il problema della sovranità, gli interessi delle popolazioni in causa abbiano lo stesso peso delle ragionevoli richieste dei governi, i cui titoli debbono essere definiti.
L’Analisi: Il colpo di piccone agli imperi coloniali. Ma attenzione: Francia e Regno Unito si tennero tutto. A perdere le colonie fu solo la Germania.
IL RIDISEGNO DELLA MAPPA (Il problema territoriale)
6. Evacuazione di tutti i territori russi e regolamento di tutte le questioni che riguardano la Russia senza ostacoli e senza imbarazzo per la determinazione indipendente del suo sviluppo politico e sociale e assicurarle amicizia, qualsiasi forma di governo essa abbia scelto. Il trattamento accordato alla Russia dalle nazioni sorelle nel corso dei prossimi mesi sarà anche la pietra di paragone della buona volontà, della comprensione dei bisogni della Russia, astrazione fatta dai propri interessi, la prova della loro simpatia intelligente e generosa.
L’Analisi: Wilson voleva reintegrare la Russia (appena caduta nel bolscevismo) nel concerto delle nazioni. Un errore di valutazione colossale sul pericolo comunista che stava nascendo.
7. Il Belgio, senza alcun tentativo di limitare la sovranità che gode al pari delle altre nazioni libere, dovrà essere evacuato e restaurato.
L’Analisi: Sacrosanto. Il Belgio neutrale era stato violentato dall’invasione tedesca.
8. Il territorio della Francia dovrà essere completamente liberato e le parti invase restaurate. Il torto fatto alla Francia dalla Prussia nel 1871, a proposito dell’Alsazia-Lorena, dovrà essere riparato.
L’Analisi: Restituzione dell’Alsazia-Lorena ai francesi. Giusto, ma notate come per la Francia si parli di “torto da riparare” e restituzione storica…
9. La sistemazione delle frontiere dell’Italia dovrà essere effettuata secondo le linee di nazionalità chiaramente riconoscibili.
L’Analisi: ECCO IL TRADIMENTO. Per la Francia (punto 8) si parla di riparare torti storici. Per l’Italia si usa il vago concetto di “nazionalità”. Niente confini strategici, niente Patto di Londra, niente Dalmazia storica. Questa frase è la madre della Vittoria Mutilata.
10. Ai popoli dell’Austria-Ungheria, alla quale noi desideriamo di assicurare un posto tra le nazioni, deve essere accordata la più ampia possibilità per il loro sviluppo autonomo.
L’Analisi: La fine dell’Impero Asburgico. Si frammenta il centro Europa in tanti staterelli deboli, creando un vuoto geopolitico che la Germania di Hitler si mangerà in un boccone vent’anni dopo.
11. La Romania, la Serbia e il Montenegro dovranno essere evacuati, i territori occupati dovranno essere restaurati; alla Serbia sarà accordato un libero e sicuro accesso al mare, e le relazioni specifiche di alcuni stati balcanici dovranno essere stabilite da un amichevole scambio di vedute, tenendo conto delle somiglianze e delle differenze di nazionalità che la storia ha creato, e dovranno essere fissate garanzie internazionali dell’indipendenza politica ed economica e dell’integrità territoriale di alcuni stati balcanici.
L’Analisi: “Accesso al mare per la Serbia”. Traduzione: regalare la costa dalmata (italiana!) agli slavi. Wilson sacrifica l’alleato italiano per favorire la nascente Jugoslavia.
12. Alle parti turche dell’attuale impero ottomano dovrà essere assicurata una sovranità non contestata, ma alle altre nazionalità, che ora sono sotto il giogo turco, si dovranno garantire un’assoluta sicurezza d’esistenza e la piena possibilità di uno sviluppo autonomo e senza ostacoli. I Dardanelli dovranno rimanere aperti al libero passaggio delle navi mercantili di tutte le nazioni sotto la protezione di garanzie internazionali.
L’Analisi: Smembramento dell’Impero Ottomano. Sulla carta “autodeterminazione”, nella pratica spartizione tra potenze occidentali (tranne l’Italia, a cui resteranno le briciole).
13. Dovrà essere creato uno stato indipendente polacco, che si estenderà sui territori abitati da popolazioni indiscutibilmente polacche; gli dovrà essere assicurato un libero e indipendente accesso al mare, e la sua indipendenza politica ed economica, la sua integrità dovranno essere garantite da convenzioni internazionali.
L’Analisi: La rinascita della Polonia. Giusto storicamente, realizzato creando il famoso “corridoio di Danzica” che spacca la Germania in due: la miccia perfetta per la Seconda Guerra Mondiale.
IL GRAN FINALE (L’Organizzazione Mondiale)
14. Dovrà essere creata un’associazione delle nazioni, in virtù di convenzioni formali, allo scopo di promuovere a tutti gli stati, grandi e piccoli indistintamente, mutue garanzie d’indipendenza e di integrità territoriale.
L’Analisi: La Società delle Nazioni (l’antenata dell’ONU). Un fallimento totale. Un “parlatoio” inutile incapace di fermare qualsiasi guerra, basato sull’idea che le nazioni possano essere governate da un’assemblea condominiale mondiale. L’utopia globalista che nasceva quel giorno.
Riletti oggi, i 14 Punti non sono un inno alla pace, ma un manuale di ingegneria geopolitica fallimentare. Hanno distrutto l’equilibrio europeo, umiliato l’Italia negandole i suoi diritti storici e creato confini artificiali che hanno sanguinato per decenni (basti pensare ai Balcani). L’idealismo, quando non fa i conti con la realtà e la storia dei popoli, fa più danni delle cannonate.

1 commento su “I 14 Punti di Wilson ai raggi X: il manifesto dell’utopia che ha destabilizzato il mondo”
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