26 OTTOBRE 1954: IL RITORNO DI TRIESTE ALLA MADREPATRIA

26 OTTOBRE 1954: IL RITORNO DI TRIESTE ALLA MADREPATRIA

Sono passati sessantotto anni da quel 26 Ottobre 1954, giorno in cui Trieste fece ritorno alla madrepatria. Ma andiamo con ordine, il 5 Ottobre fu sottoscritto il “Memorandum di Londra”, nel quale si sanciva che la Zona A del mai costituito Territorio Libero di Trieste passasse sotto l’amministrazione italiana (e purtroppo la Zona B fu ingiustamente ceduta alla jugoslavia).
Da ricordare che dal 1945 Trieste era sotto l’amministrazione anglo-americana, a rappresentanza della comunità internazionale.
Il giorno 25 avvenne il passaggio dei poteri e la mattina del 26 alle ore 5,20 entrarono bersaglieri e fanti, seguiti alle ore 7 dai Carabinieri e dalla 132° Brigata Corazzata “Ariete” dei Bersaglieri, alle ore 11 solcarono il cielo di Trieste gli F84 dell’aerobrigata di Treviso, alle ore 11,30 entrarono nel porto di Trieste l’incrociatore Duca degli Abruzzi, accompagnato dai cacciatorpedinieri “Grecale” “Granatiere” ed “Artigliere”, ma più significativi di tutti con loro attraccò la nave simbolo della Marina Militare italiana e cioè l’Amerigo Vespucci (costruita nei cantieri navali di Castellammare di Stabia), infine alle ore 12 arrivarono il Generale De Renzi con altri bersaglieri e fanti dell’82° Torino, e così la Zona A si riunificò all’Italia.
Da ricordare che oltre a Trieste si riunirono alla madrepatria Duina, Aurisina, Sgonico, Monrupino, Muggia e San Dorligo della Valle; questi ultimi due restano gli unici due comuni dell’Istria facenti parte del territorio italiano.

Questa data segna sempre un momento di gioia, dato il pericolo che si correva, ma resta comunque una gioia a mutilata poichè il resto della Venezia Giulia rimase diviso da un confine.

Nella foto si può vedere la folla festante, che nonostante la pioggia decise di onorare il ritorno del tricolore.

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